«La vita degli spettacoli naturali è solo nel cuore degli uomini; per vederla, bisogna sentirla». Questa frase di J. J. Rousseau è una chiave di lettura della pittura paesaggistica di Nicolò Olivotto.

Se l’assenza degli uomini fa intuire un’aspirazione alla solitudine, quella degli animali suggerisce ascolto ancora più ampio, quasi un colloquio intimo di colore e luce.

Il suo acquerello è come la «Madeleine » di Proust, un profumo delicato, ma scatenante sensazioni e ricordi, un afferrare il tempo per strapparne le lancette e offrire nelle sfumature dei viola, verdi, ocra il respiro sottile dell’eternità.

 

... campagne

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